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Riflettiamo

Che cos'è la meditazione?  Parte 2

Il termine ‘meditazione' ha un’infinita varietà di associazioni. Nella nostra lingua meditare implica un’attività mentale o cerebrale, in cui c’è una relazione di soggetto e oggetto. Io - un individuo -  medito circa qualche oggetto, qualche punto prestabilito da me o da qualcun altro per me. In  tal senso, ‘meditare’ significherebbe focalizzare la propria attenzione, per un tempo determinato, esclusivamente su un punto prestabilito, e implicherebbe lo sforzo conscio di focalizzare l’attenzione su quel punto e di mantenerla. Dunque si tende a credere che la meditazione sia l’attività mentale che focalizza l’intera attenzione su un punto e qui la mantiene tenacemente. Ma tale attività mentale va denominata ‘concentrazione’, non ‘meditazione’.

La meditazione è un stato in cui c'è una consapevolezza senza sforzo e senza scelta di ciò che la vita è dentro e interno a noi. Si tratta dunque di uno stato, di un modo di essere, non di un'attività, fra le due sono un mondo di differenza. La meditazione, in altri termini, è vivere in un'attenzione dinamica, in una consapevolezza di ciò che la vita è: è un movimento, incondizionato dalla coscienza individuale, in armonia con il ritmo dell'energia universale.

La meditazione è un movimento non cerebrale della coscienza umana. Non può costituire un mezzo rivolto a un fine. La meditazione è un modo di vivere totale, non un’attività parziale o frammentaria.

dal libro, Il Mistero di Silenzio

Incontri ad Appamada

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La  meditazione 

Incontro 3

La concentrazione invece è un'attività che può essere un mezzo per un fine. La concentrazione può rilassare i nervi, lenire la psiche travagliata, creare un equilibrio chimico nel corpo; stimolare poteri latenti della mente ed esperienze non sensoriali. Tutto ciò può accadere attraverso la concentrazione. 

La concentrazione può essere utile per la pratica disciplinata di presenza mentale, specialmente all'inizio. Una moderata concentrazione può aiutare a calmare la mente e sviluppare una consapevolezza attiva.

Pratica formale:
Trova un posto dove sederti in silenzio. Corpo rilassato. La schiena diretta ma mordida. Respiro normale - Scegli un punto di riferimento, un ancoraggio, come il respiro, le sensazioni corporee o una consapevolezza generale di quello che c'è. Portaci l'attenzione su di esso. Quando la mente vaga, riporta delicatamente e lentamente l'attenzione al punto di riferimento scelto. Siediti in silenzio.
Lascia che la consapevolezza emerga spontaneamente.


Pratica informale:
Durante il giorno, possiamo "ricordarci" (SATI) di essere presenti in qualsiasi momento: mentre facciamo la fila all'ufficio postale, mentre laviamo i piatti, mentre guidiamo...

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Appamāda

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Vocabolo Piscicoli 186

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