top of page

Textual archive 2021 / 7 Giorni

Watercolor Bird 2
7 Giorni, un'ora ogni mattina
Nov.17 a Nov. 24, 2021

Questo immenso non sapere

Chandra Lidia Candiani

Mi ha dato molto sollievo scoprire negli scritti del Buddha che noi siamo fatti di terra, acqua, fuoco, aria e spazio. Cinque elementi che combinandosi e danzando fanno un corpo che respira, che pensa, sogna, ama, nasce e muore. Morire fa sì che il fuoco torni al fuoco, l’acqua all’acqua, l’aria all’aria, la terra alla terra e lo spazio allo spazio.
 

E’ anche molto rasserenante percepire in sé i cinque elementi. Seduti, camminando, in piedi o sdraiati possiamo chiudere gli occhi e sentire la solidità, la densità, l’estensione, il limite, la resistenza: il nostro essere terra. Oppure la fluidità, la connessione, la flessibilità, la forma: essere acqua. O quel nostro improvviso accenderci in un respiro o in un passo, vitalità, impulso, luminosità, calore: siamo fuoco e aprendo gli occhi mettiamo il mondo a fuoco. La leggerezza, la fugacità delle sensazioni, le variazioni, i cambiamenti repentini, le vibrazioni, l’essere toccati e sfiorati da milioni di sensazioni: è l’aria che vive in noi. E infine siamo spazio: apertura, spaziosità, dove tutto è ignoto e possibile. La coscienza che contiene l’universo. La disposizione a restare aperti e presenti, a riposare nella vastità. Vasti nel vasto. Un giorno tutti gli elementi torneranno alla fonte. Cosa resterà di noi? Una bella domanda da tenere in tasca al cuore.

Umiltà
Matthew Ricard

L'umiltà non consiste nel considerarsi inferiori agli altri, ma nel  liberarsi dalla presunzione  della propria importanza. E' uno stato di  semplicità naturale in armonia con la nostra vera natura, che consente di godere il momento presente.
 

L' umiltà,  quindi  è un modo di essere, non di apparire.

Meditazione dì consapevolezza 

Pratica della Libertà dì Joseph Goldstein (pag. 14)

Liberazione significa lasciare andare la sofferenza. Immaginate di stringere un carbone ardente. Non avreste paura di lasciarlo andare e, anzi, non appena vi accorgete dì cosa tenete in mano, lo gettate in tutta fretta. Spesso non ci rendiamo conto di tenere stretta la sofferenza, ci sembra invece che sia lei a non mollarci.
 

La nostra pratica è questa: divenire consapevoli dì come la sofferenza nasce nella mente e di come ci identifichiamo con essa e imparare a lasciarla andare.


Impariamo con la semplice e diretta osservazione, guardando il processo ripetutamente finché non comprendiamo. 

La Compassione
discorso di Christina Feldman tenuto a Roma
il 28 gennaio 2000.

"Ci sono molti momenti della vita in cui incontriamo il dolore della solitudine o la rabbia o l'odio. Tutti questi momenti ci invitano a coltivare un cuore in ascolto, a lasciar cadere la separazione a essere presenti con tutti noi stessi.

La compassione significa trovare la fine della sofferenza nel momento. Non significa che se ne vada tutto il dolore, non c'é una soluzione o una risposta a ogni conflitto o sofferenza di questo mondo, ma il dolore della separazione può finire e finisce in ogni momento in cui ci impegniamo a rivolgerci verso la difficoltà anzi che distogliercene.

Non é possibile fermare o controllare tutto in questo mondo, ma possiamo imparare a essere presenti, imparare a contenere questo momento, questa persona, noi stessi, in un ascolto a cuore aperto.

bottom of page