
Risvegliarsi all'essere
> introduzione
I Cinque Potere Spirituali
> cosa sono
> fiducia
> energia
> mindfulness
> raccoglimento
> saggezza
> sintesi
Risvegliando . . .
> che cos'è
> Helena Blavatsky
> Daniel Lumera
> Thich Nhat Hanh
> Corrado Pensa
> Vimala Thakar
> Eckhart Tolle
Indagine Meditativa
> La ricerca meditativa è un modo di porre domande che libera la mente dal pensiero condizionato e illumina la nostra saggezza innata.
Risvegliarsi all'essere
vimala thakar
testi dal libro 'lI Mistero del Silenzio'
Meditazione
Il termine ‘meditazione' ha un’infinita varietà di associazioni.
Nella nostra lingua meditare implica un’attività mentale o cerebrale, in cui c’è una relazione di soggetto e oggetto. Io - un individuo - medito circa qualche oggetto, qualche punto prestabilito da me o da qualcun altro per me. In tal senso, ‘meditare’ significherebbe focalizzare la propria attenzione, per un tempo determinato, esclusivamente su un punto prestabilito e implicherebbe lo sforzo conscio di focalizzare l’attenzione su quel punto e di mantenerla. Dunque si tende a credere che la meditazione sia l’attività mentale che focalizza l’intera attenzione su un punto e qui la mantiene tenacemente. Ma tale attività mentale va denominata ‘concentrazione’, non ‘meditazione’.
Nella lingua sanscrita ci sono due parole diverse:
Dharana e dhyana.
Dharana significa tenere, sostenere l'attenzione: la parola corrispondente è "concentrazione". La parola sanscrita dhyana è l'equivalente del termine "meditazione". Questa parola è stata introdotta da Patanjali, che ha codificato gli Yoga Sutras. Le parole nascono da culture e stili di vita, e se vengono sradicate dal terreno culturale in cui sono nate, è molto probabile che vengano distorte. Per molti anni le persone provenienti dall'India hanno viaggiato in diversi paesi del mondo e sfortunatamente hanno usato la parola meditazione in modo sbagliato, è stata abusata. Insegnano tecniche di concentrazione e chiamano quelle tecniche meditazione.
> Esistono molti percorsi che creano le condizioni per il risveglio. Il nostro compito è aprirci all'esplorazione e sentire ciò che risuona nel nostro essere più profondo.
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Liberare la Pratica
> La pratica può prendere vita dentro di noi, offrendo una nuova prospettiva di ciò che ci circonda e con questo il nostro mondo cambia. Per questo motivo, deve essere una pratica libera,
Meditazione è 'lo stato' in cui c'è una consapevolezza senza sforzo e senza scelta di ciò che la vita è dentro e intorno a noi. Si tratta dunque di uno stato, di un modo di essere, non di un'attività, fra le due c’è un mondo di differenza. La meditazione, in altri termini, è vivere in un'attenzione dinamica, in una consapevolezza di ciò che la vita è: è un movimento, incondizionato dalla coscienza individuale, in armonia con il ritmo della vita universale.
La meditazione è una dimensione in cui si può vivere, da cui ci si può muovere e funzionare, è quella di crescere in uno stato interiore di equilibrio che non viene disturbato dal movimento delle relazioni e dalla capacità di funzionare in modo equilibrato a livello sensuale in ogni situazione, in modo da bilanciare il comportamento dei sensi e degli equipaggiamenti interiori.
La meditazione è un movimento non cerebrale della coscienza umana. Non può costituire un mezzo rivolto a un fine. La meditazione è un modo di vivere totale, non un’attività parziale o frammentaria.
Concentrazione
La concentrazione invece è un'attività che può essere un mezzo per un fine. La concentrazione può rilassare i nervi, lenire la psiche travagliata, creare un equilibrio chimico nel corpo; stimolare poteri latenti della mente ed esperienze non sensoriali. Tutto ciò può accadere attraverso la concentrazione. La concentrazione volta allo sviluppo dei poteri non porta a una trasformazione radicale della qualità della vita.
Perciò bisogna disilludere, disincantare la propria mente su che cosa sia la meditazione. Essa non implica alcuna avventura romanzesca.
La meditazione è un trascendimento di un cervello condizionato. È la crescita di una persona verso una dimensione della coscienza completamente nuova dove l’esperienza di sé giunge a termine. Dove chi esperisce, la coscienza dell’io, dell’ego, è mantenuta in completa sospensione, in totale acquiescenza; dove i confini spazio-temporali in cui la coscienza dell’io si muove, di momento in momento, si dissolvono nel nulla; dove la dualità giunge al termine; e la frammentaria relazione del soggetto-oggetto con la vita viene completamente a cadere.