
Risvegliarsi all'essere
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Risvegliarsi all'essere
vimala thakar
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testi dal libro 'lI Mistero del Silenzio'
Meditazione
Il termine ‘meditazione' ha un’infinita varietà di associazioni.
Nella nostra lingua meditare implica un’attività mentale o cerebrale, in cui c’è una relazione di soggetto e oggetto. Io - un individuo - medito circa qualche oggetto, qualche punto prestabilito da me o da qualcun altro per me. In tal senso, ‘meditare’ significherebbe focalizzare la propria attenzione, per un tempo determinato, esclusivamente su un punto prestabilito, e implicherebbe lo sforzo conscio di focalizzare l’attenzione su quel punto e di mantenerla. Dunque si tende a credere che la meditazione sia l’attività mentale che focalizza l’intera attenzione su un punto e qui la mantiene tenacemente. Ma tale attività mentale va denominata ‘concentrazione’, non ‘meditazione’.
Meditazione è un stato in cui c'è una consapevolezza senza sforzo e senza scelta di ciò che la vita è dentro e interno a noi. Si tratta dunque di uno stato, di un modo di essere, non di un'attività, fra le due sono un mondo di differenza. La meditazione, in altri termini, è vivere in un'attenzione dinamica, in una consapevolezza di ciò che la vita è: è un movimento, incondizionato dalla coscienza individuale, in armonia con il ritmo della vita universale.
La meditazione è un movimento non cerebrale della coscienza umana. Non può costituire un mezzo rivolto a un fine. La meditazione è un modo di vivere totale, non un’attività parziale o frammentaria.
> Esistono molti percorsi che creano le condizioni per il risveglio. Il nostro compito è aprirci all'esplorazione e sentire ciò che risuona nel nostro essere più profondo.
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Liberare la Pratica
> La pratica può prendere vita dentro di noi, offrendo una nuova prospettiva di ciò che ci circonda e con questo il nostro mondo cambia. Per questo motivo, deve essere una pratica libera,
Concentrazione
La concentrazione invece è un'attività che può essere un mezzo per un fine. La concentrazione può rilassare i nervi, lenire la psiche travagliata, creare un equilibrio chimico nel corpo; stimolare poteri latenti della mente ed esperienze non sensoriali. Tutto ciò può accadere attraverso la concentrazione. La concentrazione volta allo sviluppo dei poteri non porta a una trasformazione radicale della qualità della vita.
Perciò bisogna disilludere, disincantare la propria mente su che cosa sia la meditazione. Essa non implica alcuna avventura romanesca. ​
La meditazione è un trascendimento del cervello condizionato. È la crescita di una persona verso una dimensione della coscienza interamente nuova dove l’esperienza di sé giunge a termine; dove chi esperisce, la coscienza dell’io, dell’ego, è mantenuta in completa sospensione, in totale acquiescenza; dove i confini spazio-temporali in cui la coscienza dell’io si muove di momento in momento, si dissolvano nel nulla; dove la dualità giunge al termine; e la frammentaria relazione del soggetto-oggetto con la vita viene completamente a cadere.